E’ un diritto il pane. E’ un diritto, in questa società e per fortuna, la salute. E’ un diritto la libertà di espressione e quella di decidere della propria fine, anche se nessuno avverte questa emergenza. Ma il diritto di “entrare” da qualche parte è il frammento di una memoria democristiana di questo paese, che non dovrebbe stare nella mente di ragazzi di 26 o 28 anni. Da un ragazzo di 26 o 28 anni mi aspetto che voglia abolire l’ordine dei giornalisti, non entrarci. Che voglia fare giornalismo con gli strumenti della rete per dimostrare a chi “sta dentro” che il suo giornalismo può esser pari o migliore, anche se non può disporre degli stessi mezzi. Mi aspetto competizione e conflitto, non richiesta di diritto. Uno che si inventa il conflitto solo perché la porta dell’establishment non si apre, è un oppositore che aspetta di essere cooptato. E’ un critico che vuol esser messo a tacere. E’ un sovversivo che vuole diventare ministro di polizia.
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